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venerdì 8 febbraio 2013

Condense




L'altra sera me ne stavo al calduccio a scrivere una cosa
di fronte alla finestra ,quando improvvisamente, il mio sguardo
si è posato su minuscoli e  repentini  movimenti che andavano in scena sul vetro.

Era la condensa, che, tra il freddo che bussava alla finestra e il caldo della mia camera aveva
formato una serie  di strisce cariche di umidità che ogni tanto
partorivano gocce che lì per lì mi venne di chiamare senza molta fantasia  "lacrime della sera"

Le gocce una volta staccatesi dal sacco embrionale venivano giù innocenti
e senza colpa, ognuna seguiva una traiettoria diversa dall'altra, bastava un minuscolo,
e ai miei occhi invisibile ,ostacolo sul vetro per determinarne una traiettoria diversa.

Da lì a fare un paragone con la vita delle persone è stato un attimo. Minime variazioni,
scelte fatte o non fatte, incontri avvenuti e incontri mancati ,fanno si che si diventi
quello che siamo.

Minuscole gocce sulla finestra dell'universo,  innocenti e senza colpe,
barchette nella tempesta tirate a lucido che rischiano continuamente di naufragare.

Fragili come gocce procediamo sul vetro di ogni giorno, 
mentre scivola la vita ,sui contorni del nostro cuore.