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L'incombenza dell'alba



E' come una solitudine profonda
raccontata a un cimitero di persone
questa lenta percezione di un tempo nascosto.

Un distillato di pensieri
fatto in punta di piedi
solleticando le stelle
oppure in ginocchio
graffiando una porta chiusa.

Il soffitto d'autunno 
sopra il tetro palcoscenico
e poi sempre un'altra alba,
e ancora la mia mente che ha i tempi
rugosi di una vecchia.

Comodamente aggrappato a portici lastricati
di mai più - resisto alla tremenda risacca

qui, in questa beata agonia
i pensieri diventano specchi
e l'universo mi sta tutto
in una lacrima.