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giovedì 11 aprile 2013

Quotidianità


La vita degli adulti somiglia per molti versi al numero di un trapezista.
Si passa di ostacolo in ostacolo rischiando continuamente
di perdere la presa. E per quanto ci si spolveri le mani nei sedimenti di
esperienze passate  per avere una presa migliore, il rischio di precipitare
è sempre piuttosto alto.

E quando accade, serve una rete bella robusta per attutire la caduta.  
Può essere la moglie, il marito, i figli, il lavoro, insomma qualcosa
che ci faccia rimbalzare e ci riporti magicamente in piedi.
Pronti a risalire sulla piattaforma  e ritentare il numero.

Che poi, va detto, più si avanza con l'età e più si fa complicato.
A volte addirittura ti trovi con altri aggrappati alle braccia mentre stai dondolando a testa in giù,
 e allora prima ci sono loro da portare in salvo, perché è così che si fa tra compagni d'avventura
 il numero prevede che prima arrivino loro in salvo ,eseguendo magari anche una bella capriola.

E quando tocca a te, quando poi tocca a loro tenerti ben saldo e impedire che tu cada, è
 inevitabile che appena staccatisi dalla piattaforma non ci si domandi se per caso non si è vista
 una strana ombra nei loro occhi, se quella bocca sempre ben distesa e pronta a darti coraggio
 con un sorriso ,per caso non avesse per una frazione di secondo assunto una posa strana,
sconosciuta. <<Cado>> ti dici mentre piroetti lassù. Poi ,prima gli avambracci, poi le mani si
 saldano alle tue, e insieme, con il cuore che batte all’impazzata, stanchi ma felici si giunge
sull’altra piattaforma.
In fondo alla giornata.