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giovedì 6 giugno 2013

Io, un viale assolato e un universo morente


Ti ricordi di Mirko? Si, quello mezzo pazzo che suonava
la batteria con noi nel primo complessino. Quello che si vantava
di averle provate tutte le droghe. Oggi  l'ho rivisto.
Sono passati 24 anni, sai? Non ci crederai ma è su una carrozzina.

Cazzo, in carrozzina capisci? No, non è paralizzato,
non ha avuto un incidente o quella roba lì. "Infermo" credo che si dice.
Non può più camminare per colpa dell'alcool. Dice che c'ha la flebite
e che forse gli devono tagliare anche una gamba.

 Io stavo viaggiando tranquillo col mio scooter nuovo di pacca e mentre
 ero fermo a un semaforo mi sento chiamare. Ti  giuro che se non mi diceva chi era
non lo riconoscevo mica. Ti ricordi i capelli che aveva? Ora son tutti bianchi. Anzi no, bianchi e
grigi che è anche peggio. E poi c'ha le mani tutte gonfie e spellate che sembrano
due grosse salsicce dimenticate al sole.

Insomma,  io stavo lì seduto sullo scooter  non volevo mica scendere
mi sembrava una cosa sbagliata ritrovarmelo davanti in quelle condizioni
e pensavo di tagliare la corda velocemente, invece lui non mi
mollava , voleva sapere di te e degli altri. Poi siccome gli dava noia
lo scarico del motore mi ha detto di spegnerlo, perché mi doveva dire una
cosa importante.

Allora son dovuto scendere e mi sono messo proprio davanti a lui sul marciapiede.
Credevo che era finita lì, che non poteva andare peggio la cosa e invece mi sbagliavo.
C'era una cosa  attaccata alla carrozzina, una busta di plastica con dentro della roba gialla scura.
L'ho vista, ma il mio cervello ha fatto finta di nulla, ma lui  ha visto che l'avevo vista e allora
mi ha detto che è la sacca per il piscio. Ha il tumore alla vescica, che però dice
che è partito dai polmoni per via delle sigarette, e che è facile che muore entro l'anno.

Era tranquillissimo, anzi c'aveva la faccia soddisfatta mentre mi parlava, e più
vedeva che ero in difficoltà e più che sembrava soddisfatto. C'aveva la sfacciataggine dello sconfitto,
di quelli che  non c'hanno più un cazzo da perdere dipinta in faccia.
Io gli ho detto che dovevo  proprio andare ora, che c'avevo un impegno e lui mi dice questa cosa
che mi ha proprio colpito. Che mi è sembrata davvero bella, e che m'e rimbombata nella testa tutto il giorno.
Ora te la ridico ma te la dico come posso,  non sono mica bravo come te con le parole.
 Insomma mi guarda e mi fa:
<<Non rimpiango nulla sai? In fondo  Il bello della vita è anche questo .
Non si possono fare le prove. Non esiste il soundcheck.
Uno va e si augura di aver preso la strada giusta.
 Anzi, quando si è  giovani non ci si augura proprio un bel niente,
 al massimo si accordano gli strumenti, tutto il resto s'improvvisa>>